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Gioco d’azzardo patologico, ecco perché ridurre l’orario delle sale giochi e puntare sulla prevenzione

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Ho seguito con molta attenzione per interesse professionale, come psichiatra della Asl di Latina e come esponente del movimento politico Latina Bene Comune che governa la città, la tematica relativa alle sale giochi in cui si propone la modifica del regolamento comunale su “prevenzione e contrasto del gioco d’azzardo patologico”. Oggetto di discussione dell’ultima commissione – la congiunta Attività produttive-Welfare del Comune di Latina – era l’opportunità di una riduzione oraria delle attività.

Ritengo importante porre l’attenzione su una tematica così delicata e quanto mai attuale che sta prendendo sempre più piede sia a livello nazionale che nel nostro territorio.

I dati della Asl di Latina ci danno un quadro abbastanza chiaro: la provincia di Latina risulta in testa per consumo pro-capite per gioco d’azzardo rispetto alle altre province del Lazio, ciò probabilmente favorito dalla presenza, sul territorio pontino, di un numero considerevole (7,7) di slot machine per 1000 abitanti.
Il gioco d’azzardo di per sé è una fonte di svago, un passatempo, ma può trasformarsi in una sorta di sabbie mobili in cui il giocatore sprofonda diventando patologico. Può diventare una vera e propria dipendenza senza sostanza, e rovinare la vita della persona stessa e di coloro che gli sono vicini con conseguenze psicologiche molto gravi ma anche sociali, economiche e legali.

Le odierne caratteristiche dell’azzardo, grazie anche alle pubblicità mirate hanno attratto nuove categorie di persone: donne (in particolare casalinghe), studenti, operai, artigiani, anziani; colpendo anche classi svantaggiate come disoccupati e pensionati, peri i quali il gioco può diventare un mezzo per rifarsi delle delusioni della vita. Pur rimanendo prettamente maschile l’azzardo coinvolge in modo crescente anche le donne e si sta diffondendo sempre di più tra i giovani.

I dati epidemiologici del CNR (consiglio nazionale delle ricerche) parlano di un aumento significativo di “giocatori problematici”: sono passati da circa 100.000 del 2007 ai 400.000 del 2017. Gli uomini giocano più delle donne ed il gioco più diffuso è il “gratta e vinci”, seguito dal lotto e dal superenalotto e dalle scommesse sportive.
In costante aumento è il gioco online (nel 2017 ha contato 1,7 milioni di giocatori) mentre tra i luoghi fisici gli esercizi commerciali non esclusivamente dedicati al gioco (bar, tabaccherie) sono quelle con maggior afflusso.
Quanto giocano gli italiani? E a che cosa? I dati dell’agenzia delle dogane e dei monopoli riportano che nell’anno 2019 gli italiani hanno perso 110,5 miliardi di euro in gioco di azzardo ed è un trend in aumento. I giochi più dispendiosi per gli italiani sono VLT, giochi di carte,scommesse e altri giochi su base sportiva, lotterie, lotto. Il gioco online coinvolge i giovani il giro di denaro è di 36,4 miliardi di euro nel 2019.

Il gioco d’azzardo patologico è stato inserito, nella quinta edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5) uscito in Italia del 2014, nel capitolo dei disturbi correlati a sostanze e disturbi di addiction.
In uno studio scientifico cardine sui giocatori patologici effettuato da di Blaszczynski e Nower, del 2002 ma quanto mai attuale, viene riportato come nelle fasi iniziali dei percorsi che conducono al gioco patologico ha un ruolo centrale la disponibilità e l’accessibilità al gioco d’azzardo. In Italia basta andare in un bar, in tabaccheria, per avere accesso a videoslot, instant lottery ecc, purtroppo uno Stato che legifera a favore del gioco d’azzardo contribuisce a creare nella popolazione un clima culturale di accettazione nei confronti del fenomeno.
I principali disturbi associati al gioco d’azzardo patologico sono i disturbi dell’umore la depressione è presente in una percentuale compresa tra l’11% e il 55%, disturbi di personalità 15-40% e la dipendenza da sostanze 26-76%.

Adolescenti e gioco d’azzardo – Il gioco d’azzardo patologico è una forma di dipendenza estremamente diffusa in età adolescenziale, età caratterizzata da trasformazioni e novità ma anche da fragilità ed insicurezze ed una fase in cui più che in altre ci sono una ricerca ed una propensione al rischio. Può accadere che in situazioni di fragilità possa svilupparsi un malessere, un vuoto interno che l’adolescente, se privo di riferimenti validi, potrebbe cercare di riempire con un mondo illusorio e ad esempio il gioco d’azzardo può diventare un modo per trovare un posto tra i pari ed emergere mascherando le proprie fragilità.
La gran parte dei giochi d’azzardo praticati dai giovani sono solitari come le slot machine, “gratta e vinci” poker o casinò online, videogiochi dove è frequente l’uso di loot boxes (pacchetti che si acquistano online con carte di credito che molti ragazzi acquistano all’insaputa dei genitori già dalle scuole medie) che per la grande facilità di accesso hanno avuto negli ultimi anni una diffusione enorme. Rispetto alla popolazione generale adulta la percentuale di ragazzi affetti da gambling problematico risulta essere quasi il doppio.
La ricerca internazionale sul gioco d’azzardo dimostra come e quanto i giovani siano coinvolti: circa il 4-6 % degli studenti di scuola superiore ha un grave problema di gioco e il 4-8% è a rischio di sviluppare una dipendenza (in media in una classe di 25 persone almeno un ragazzo ha un problema grave con il gioco).
Il gioco d’azzardo patologico rappresenta l’espressione di una crisi, di un disagio comunicativo attraverso un comportamento distruttivo, spesso può essere una richiesta d’aiuto nascosta.
Di fondamentale importanza soprattutto nei casi riguardanti i giovani è la prevenzione attraverso la conoscenza del fenomeno e delle possibili soluzioni ed in questi casi la scuola è un luogo ideale in cui proporre e realizzare progetti di informazione e prevenzione su tematiche complesse. Si tratta di interventi di prevenzione primaria per fornire informazioni essenziali su temi importanti fornendo ai ragazzi spunti di riflessione con la possibilità di confrontarsi con degli esperti.

È un problema di natura sanitaria. La Asl di Latina ci dice che dal 2014 ad oggi i casi sono raddoppiati, e che è utile una riduzione dell’orario come riduzione allo stimolo e che la riduzione di orario serve maggiormente in termini di prevenzione. Quando il gioco d’azzardo entra in una famiglia questa patologia ha un effetto devastante e l’aspetto della salute è fondamentale.

Per questo disagio qualcosa va fatto: la strada è quella della riduzione delle fasce orarie e del potenziamento della prevenzione.

Come psichiatra sono sette anni che insieme ad altri colleghi svolgo incontri formativi e di prevenzione dei comportamenti a rischio in una scuola di Latina (Galilei-Sani). Un percorso dai buoni frutti e che mi dà la convinzione che gli incontri con i giovani abbiano un ruolo centrale nella prevenzione e che debbano essere in qualche modo incentivati. Lo stesso vale anche per le persone adulte, che vanno incentivate a partecipare ad incontri di prevenzione primaria, secondaria e terziaria per impedire la progressione della patologia e le eventuali recidive.

Floriana Coletta,
psichiatra dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina e componente del Consiglio Generale di Latina Bene Comune

Per approfondire:

“Il gioco d’azzardo patologico. Perdersi e perdere tutto”, S.Corio, A.Giampa, S.Paciotti – L’Asino d’oro edizioni 2021
“Manuale sul gioco d’azzardo. Diagnosi, valutazione e trattamenti”, Franco Angeli, Milano 2014
“Gioco d’azzardo, giovani e famiglie” M.Croce ,F. Rascazzo. Giunti Firenze-Milano 2013