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Giornata del Contemporaneo, nei giardini comunali espongono Natasha Bozharova e Luigi Menichelli La mostra organizzata dai consiglieri con mandato Fabio D’Achille e Loretta Isotton

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Sabato 12 ottobre 2019 si svolgerà in tutta Italia la quindicesima Giornata del Contemporaneo, il grande evento annuale promosso da AMACI – Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani e dedicato all’arte del nostro tempo e al suo pubblico. È considerata l’appuntamento annuale che ufficialmente inaugura la stagione dell’arte in Italia.
Anche quest’anno la manifestazione aprirà gratuitamente le porte dei musei AMACI e circa 1000 realtà in tutta Italia per presentare artisti e nuove idee attraverso mostre, laboratori, eventi e conferenze. Un programma multiforme che di anno in anno ha saputo offrire al grande pubblico un’occasione per vivere da vicino il complesso e vivace mondo dell’arte contemporanea.
Per l’occasione anche il Comune di Latina ha messo a disposizione i propri spazi, estendendo la giornata anche a quella di domenica 13 ottobre. Ad organizzare la mostra di scultura nel giardino interno del palazzo comunale, il consigliere con mandato del sindaco per la promozione dell’arte contemporanea, Fabio D’Achille, in collaborazione con la consigliera con mandato al decoro urbano Loretta Isotton e con il Servizio Relazioni con la Città.
Ad esporre saranno gli artisti Natasha Bozharova e Luigi Menichelli. L’ingresso è libero dalle ore 10,00 alle 12,30 e dalle ore 15,30 alle 19,00.
Gli artisti
Natasha Bozharova
Appena trasferitasi a Latina, deve vincere il malessere della lontananza dalle proprie origini ed è in tale occasione che decide di recuperare proprio quella filosofia di vita interpretando la scultura come veicolo per la catarsi, ovvero come luogo dove relegare la sofferenza e quindi accettarla come costante inevitabile dell’esistere.
(…) numerosi sono gli autoritratti e gli altorilievi, realizzati rigorosamente per addizione di materie plastiche, (…) un velo trasparente copre idealmente uno dei suoi volti in mostra (Self Portrait) dunque diviene prerogativa fondamentale lasciarsi coinvolgere dal moto sinuoso e sensuale delle chiome che dominano lo spazio, studiare con attenzione le muscolature talvolta esagerate dei corpi, immaginare di solcare le rughe impresse sulla pelle o di accarezzare le guance scavate dal tempo, e tutto questo per arrivare a capire che quegli accumuli di creta e gesso in realtà hanno per legante tutte quelle paure, incertezze e più in generale quel dolore che l’artista ha spontaneamente proiettato nella materia per prenderne consapevolezza da un punto di vista distaccato e impiegarla come monito – per sé e per gli altri – per affrontare le future difficoltà della vita.
Luigi Menichelli
Nasce a Latina, studia al Liceo Artistico e all’Accademia delle Belle Arti di Roma. Vive e opera a Roma. Il linguaggio visivo di Menichelli si è sviluppato partendo da una scelta aniconica pittoricamente legata all’astrazione lirica. Questa grammatica era tesa al riassunto della realtà sensibile nella vibrazione cromatica e nella purezza assoluta della pittura. Nel tempo, il campo del quadro ha accolto interventi dai segni multipli; stratificazioni controllate di minime immagini, stralci di scritte, graffi, quasi escoriazioni della materia pittorica. Esplora luoghi, perlustra porzioni di habitat naturalistici, territori dove può trovare elementi che la natura ha espulso come le foglie. Foglie come reperti museali, frammenti sottratti alla trasformazione naturale della materia ed alla devastazione del tempo. Le resine e gli smalti finiranno per preservarle a lungo, alterandone l’identità e traghettandole nel mondo dell’invenzione.