home Gruppo Consiliare Latina città cardioprotetta: lavorare insieme per salvare vite umane

Latina città cardioprotetta: lavorare insieme per salvare vite umane

333
0
CONDIVIDI
Sono stati giorni di profonde riflessioni, questi. Proprio da queste riflessioni, maturate in un silenzio rispettoso del grave lutto che ha colpito l’amministrazione comunale di Latina per la prematura scomparsa del dirigente Giuseppe Manzi, alla cui famiglia ci stringiamo, scaturisce oggi la necessità di intervenire ponendo sul tavolo delle priorità l’esigenza di potenziare la rete della città cardioprotetta esistente. È così che raccogliamo le parole del sindaco Damiano Coletta, che ha invitato tutti a lavorare insieme per questo scopo, importantissimo per salvare vite umane. La rete è stata fortemente voluta dall’attuale amministrazione, che si è impegnata a formare sul territorio tante persone nella gestione dell’emergenza, in collaborazione con le associazioni del territorio e con l’Unità coronarica dell’ospedale Goretti che svolge ogni giorno una enorme attività.
Non basta. “Bisogna fare ancora di più per diffondere la cultura dell’emergenza – dice Rita Di Rosa, componente del consiglio generale LBC e medico – Gli studi hanno stabilito che, nell’ambito dell’emergenza nei luoghi pubblici, l’intervento dei laici è fondamentale per salvare le vite. Nei primi minuti si rivela importante perché previene i danni principali.
Ecco perché abbiamo progettato Latina città cardioprotetta, perché tutti possono usare i defibrillatori, anche persone non addestrate: sono considerati uno strumento diagnostico, che se usato nelle situazioni giuste può salvare delle vite.
C’è uno schema sul dispositivo che aiuta a posizionare le due piastre e poi basta seguire le istruzioni date direttamente dalla macchina”.
Rita Di Rosa

Nel tempo sono state molte le persone formate all’uso del Dae (defibrillatore automatico esterno), tra cittadini e forze dell’ordine, ma è necessario ancor di più moltiplicare queste conoscenze.

Oggi se ne è parlato a lungo in consiglio comunale, nel ricordare quanto accaduto purtroppo al dirigente Manzi. In sua memoria, per non dimenticare il grande lavoro e il professionista apprezzato che era, è stata proposta l’istituzione di una borsa di studio. “Apprezzo molto la proposta formulata dal consigliere Massimo Di Trento – ha detto Ernesto Coletta, presidente della commissione Bilancio – Anche io l’avrei proposta: facciamo lo stesso lavoro e ci siamo letti nel pensiero. Ho già redatto una bozza di regolamento, nella seduta di commissione del 28 luglio sarà già all’ordine del giorno”.
Due proposte sono state molto importanti, in Consiglio, sul tema dell’emergenza.
Quella di Emanuele Di Russo, il quale ha espresso la propria disponibilità nel farsi carico, attraverso la commissione Welfare che presiede e attraverso il suo mandato alla Partecipazione, di promuovere tutte le misure possibili per portare a contatto il maggior numero di cittadini con la formazione alle tecniche di rianimazione cardiopolmonare, raccogliendo la sensibilità diffusa di tutti i consiglieri di maggioranza e minoranza.
L’altra, quella avanzata dalla consigliera Marina Aramini, con mandato sui borghi, di installare altri defibrillatori nelle zone in cui oggi mancano, tra cui appunto quasi tutti i borghi. La mappa dei dispositivi salvavita disponibili in città si trova nell’app InformaLatina, l’idea è quella di nutrirla con l’aggiunta di nuove postazioni in tutto il territorio comunale.
La sensibilità di Latina Bene Comune sul tema dell’emergenza è alta: molti componenti del consiglio generale del movimento, del gruppo consiliare e lo stesso sindaco sono medici, che prima di mettersi al servizio della città erano sulla prima linea dell’emergenza e in molti casi lo sono ancora.
Gabriella Monteforte

Lo ha testimoniato oggi Gabriella Monteforte, coordinatrice del movimento e consigliera LBC, peraltro al suo primo intervento nell’assise: “Dobbiamo essere orgogliosi di come Latina si sta mostrando, così sensibile al tema dell’emergenza forse per la prima volta. Ho sempre lavorato in questo ambito e ho praticato innumerevoli procedure di rianimazione: ma abbiamo visto che quando arrivano casi in cui i cittadini presenti sono intervenuti in attesa dell’arrivo del personale sanitario, per noi è più facile soccorrere, si vede la differenza. Tante sono state le esercitazioni in piazza, i corsi, ne servono ancora e di più. Sono sicura che la nostra città sarà un esempio virtuoso”.