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Servizi sociali del Comune di Latina, importante opera di rinnovamento

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In commissione Welfare, oggi, il resoconto di come è stato rivoluzionato l’impianto dei servizi sociali del Comune di Latina. Il punto è stato fatto dall’assessora Patrizia Ciccarelli e dalla funzionaria del servizio, dottoressa Flora Viola.

Tra le novità più importanti, il modo stesso di guardare ai servizi sociali: a Latina non si erogano più servizi per categorie di utenti, ma sono erogati per tipologia e in base a questo criterio vengono anche selezionati i gestori. Peraltro sono stati ridotti anche i tempi di affidamento: da aprile si è arrivati ad affidare a dicembre, e questo nonostante le difficoltà della pandemia in corso. Si tratta di 40 milioni di euro di servizi affidati e di circa 300 lavoratori, peraltro senza alcun problema.

“Il processo di profonda ristrutturazione e rimodulazione di tutto l’assetto dei servizi sta realizzando quel percorso di equità, efficacia ed efficienza indicato dalla amministrazione LBC e lo sta facendo garantendo la continuità dei servizi così come quella del personale” – ha sottolineato il presidente della commissione Welfare, Emanuele Di Russo.

Patrizia Ciccarelli (foto: latinaquotidiano.it)

Il sistema dei Servizi sociali – è stato infatti spiegato – è stato smontato e riorganizzato con nuovi criteri. Oltre al ragionamento “per servizio”, si è aggiunto anche lo strumento di selezione dei gestori secondo procedure diverse in base al servizio stesso da erogare. Ad esempio, per i servizi alla persona è stato scelto l’accordo quadro, uno strumento flessibile che permetterà di gestire gli ordinativi a seconda delle esigenze fino al tetto di ore che abbiamo stabilito permettendoci di recuperare le somme inutilizzate e metterle a disposizione sempre in forma di ore; per gli altri servizi, come quelli dei centri diurni e dei centri minori, è stato scelto lo strumento della co-progettazione. Una scelta, quest’ultima, molto importante perché basandosi sul partenariato permette l’aggiunta di risorse da parte di tutti i collaboranti rispetto al progetto di base. Stesso ragionamento per tutte le procedure di affidamento: Latina non procede più a ribassi, perché le offerte vengono giudicate oltre che per la parte tecnica, anche per le risorse aggiuntive che i proponenti offrono. Ad esempio, in tempo di pandemia Latina chiede oggi anche nuovi spazi e dà molta importanza – ed è tra i primi in Italia ad averlo fatto – a forme di welfare aziendale; questo per un motivo semplice ma fondamentale: un personale soddisfatto lavora meglio ed offre quindi un servizio migliore alla comunità, fattore decisivo per un servizio come quello sociale fatto al 99% dalla persona a contatto con altre persone, soprattutto in continuità (ulteriore motivo per l’applicazione della clausola sociale). Sono state inserite policy aziendali, benefit di fine anno, agevolazioni per particolari esigenze, convenzioni per gli aspetti di salute e di svago; ad esempio sono state previste ore di baby parking o di assistenza domiciliare ai familiari degli operatori: un sistema che muove tantissimi contratti di lavoro anche come indotto e che ricade positivamente sul territorio. Un risultato molto apprezzato.

Non meno importante l’affidamento dei servizi del Comune di Latina è ora impostato in ottica distrettuale. Latina fa parte del distretto sociosanitario LT2 ed ha avvisato le proprie procedure in modo da renderle utilizzabili anche dagli altri comuni del distretto per quando scadranno i loro servizi comunali: un fattore importante perché si va verso una gestione associata dei servizi. Un primo passo in avanti, perché negli atti di gara viene già scritto che il gestore vincitore potrà essere opzionato dagli altri comuni del distretto.

Sulla co-progettazione e sull’accordo quadro Latina ha avuto l’adesione dei comuni e della Asl. Riguarda l’assistenza domiciliare e l’integrazione scolastica con l’appalto di due lotti per un valore complessivo di 23 milioni di euro, costo complessivo della durata naturale del contratto (3 anni) con la possibilità di rinnovo per un anno e di proroghe per 6 mesi nelle more dell’espletamento della nuova procedura.

“Sento di dovere un ringraziamento profondo al Servizio per tutto quello che ha fatto: la rete, la solidarietà che abbiamo visto all’esterno è frutto della passione, della sensibilità e della professionalità espressa dall’interno” – ha commentato la vice presidente della commissione, Chiara Grenga.