“Quello che temevamo si è puntualmente verificato, Latina perde la Bandiera Blu su un tratto del litorale. E intanto leggiamo con stupore le dichiarazioni dell’assessore Gianluca Di Cocco. Difendere ciò che ormai è indifendibile e arrivare perfino ad accusare l’opposizione di non volere il bene della città rappresenta una narrazione che ribalta completamente la realtà dei fatti”, così Elettra Ortu La Barbera, segretaria del movimento Latina Bene Comune, commenta la ricostruzione dell’assessore nella commissione Trasparenza di ieri e la decisione della Fee in merito alla Bandiera Blu. “Come Latina Bene Comune denunciavamo da mesi il problema del ritardo nell’attivazione del servizio di salvamento – continua Ortu La Barbera – E avevamo paventato che questo problema avrebbe potuto compromettere il riconoscimento della Bandiera Blu. Non era allarmismo, ma la semplice presa d’atto di una situazione evidente. Oggi i fatti ci danno purtroppo ragione. L’assessore preferisce cercare un nemico politico piuttosto che fare l’unica cosa che i cittadini si aspettano da chi amministra: assumersi la responsabilità di un fallimento. Non sono state le richieste di trasparenza dell’opposizione a far perdere la Bandiera Blu. Non sono state le interlocuzioni istituzionali con la Fee. La causa è un fatto oggettivo e incontestabile: fino al 31 luglio il servizio di salvamento sulle spiagge libere non era garantito come richiesto. La logica conseguenza di tutto questo sarebbero le dimissioni dell’assessore”. “C’è poi un altro aspetto grave che questa vicenda mette in luce – aggiunge anche il vicesegretario di Lbc, Alessio Ciotti – La decisione di garantire il servizio soltanto in una parte del litorale determina una vera e propria disparità. Si accetta così che il lato B, quello più libero, più naturale, affacciato sul Parco Nazionale del Circeo e sul Lago di Fogliano, possa essere meno sicuro rispetto ad altre aree. È un messaggio inaccettabile: chi frequenta gli stabilimenti balneari può contare su maggiori tutele, mentre chi sceglie o è costretto a utilizzare la spiaggia libera deve, di fatto, arrangiarsi a proprio rischio e pericolo. La sicurezza non può essere un privilegio né dipendere dalla possibilità economica di pagare un servizio. È ancora più paradossale che proprio il tratto di costa con il più alto valore naturalistico e turistico sia quello penalizzato dall’incapacità organizzativa dell’amministrazione. Invece di valorizzarlo, lo si espone a un danno d’immagine che poteva e doveva essere evitato”. “Questa è una vicenda grave, l’ennesima, che certifica il fallimento della gestione del litorale da parte dell’amministrazione Celentano – concludono Ortu La Barbera e Ciotti – Anziché alimentare una polemica contro l’opposizione, la sindaca e l’assessore dovrebbero chiedere scusa ai cittadini e spiegare come sia stato possibile arrivare a perdere un riconoscimento mantenuto per tredici anni consecutivi”.




















