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MERCATINO DI VIA VERDI, DOPO LA ASL ANCHE EUPAXX RINUNCIA. MA IL COMUNE HA FATTO VALERE I PROPRI DIRITTI?

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Latina Bene Comune: «Non bastava incassare il canone: l’affidamento prevedeva anche la riqualificazione dell’immobile. Chiederemo l’accesso agli atti per verificare eventuali inadempimenti e danni patrimoniali per il Comune».
“La vicenda del Mercatino di via Verdi si arricchisce di un nuovo, deludente capitolo. Questa mattina, rispondendo alla nostra interrogazione in Consiglio comunale, l’assessora al Patrimonio Antonina Rodà ha comunicato che Eupaxx S.p.A., aggiudicataria della procedura di valorizzazione dell’immobile, ha esercitato il recesso dal contratto sottoscritto il 7 novembre 2025 – spiegano i consiglieri di Lbc Dario Bellini, Damiano Coletta, Floriana Coletta e Loretta Isotton – La società ha comunicato la propria decisione il 30 giugno scorso e gli uffici comunali ne hanno preso atto, stabilendo la cessazione del rapporto dal 31 dicembre 2026. L’assessora al Patrimonio ha anche aggiunto che il dipartimento Patrimonio sta predisponendo un nuovo bando: sarebbe il terzo in pochi anni dopo le rinunce di Asl Latina e dell’attuale società”. “Dalla risposta – aggiungono ancora i consiglieri del movimento – abbiamo appreso che le chiavi dell’immobile sono state consegnate soltanto il 21 gennaio 2026, che Eupaxx ha installato telecamere e provveduto alla messa in sicurezza dell’area, ma che non ha mai presentato progetti né richiesto titoli autorizzativi per eseguire i lavori. Nessuna riqualificazione è dunque mai iniziata. La società ha invece regolarmente corrisposto i 210.000 euro di canone relativi al 2026. Ma c’è un aspetto fondamentale che l’assessora Rodà ha omesso nella propria ricostruzione: l’articolo 2 del contratto sottoscritto tra il Comune e la società stabilisce testualmente che il conduttore ‘si obbliga ad iniziare i lavori di riqualificazione dell’immobile dopo la stipula del presente contratto’. Lo dimostrano la determinazione dirigenziale numero 1713 del 27 agosto 2024, che definiva l’oggetto dell’operazione come “locazione con riqualificazione”, l’avviso pubblico, che richiedeva “una profonda ristrutturazione dell’immobile”, e il modulo di partecipazione, con il quale il concorrente doveva impegnarsi formalmente a realizzare gli interventi di riqualificazione. Non solo. Il progetto valeva 30 punti su 100 nella valutazione delle offerte, con una soglia minima di ammissibilità di 22 punti. La riqualificazione era quindi una componente sostanziale della procedura e non una semplice facoltà concessa al futuro locatario. Per questo – puntualizzano – non condividiamo la ricostruzione dell’assessora, secondo cui non esisterebbe alcun obbligo di avviare i lavori perché si tratterebbe esclusivamente di un contratto di locazione. È vero che l’articolo 3 del contratto riconosce a Eupaxx la facoltà di recedere anticipatamente con sei mesi di preavviso ma resta da chiarire se il Comune abbia verificato e fatto valere gli obblighi assunti dalla società prima che il recesso diventi efficace. Il contratto prevedeva infatti una fideiussione bancaria a prima richiesta a garanzia anche della mancata o inesatta esecuzione dei lavori e, all’articolo 16, specifiche tutele per l’amministrazione, compreso il risarcimento degli eventuali danni”. “Pagare il canone di locazione non significa aver adempiuto anche agli impegni di riqualificazione. Il Comune deve verificare se il mancato avvio degli interventi abbia determinato un inadempimento e se ne derivino conseguenze economiche a carico della società. Non vorremmo che, ancora una volta, ci si limitasse a prendere atto della rinuncia di un privato senza tutelare fino in fondo i diritti dell’ente. Oggi siamo al secondo tentativo fallito, a quanto pare accettato dall’amministrazione Celentano senza colpo ferire, mentre gli uffici lavorano ad un’altra procedura e mentre il Mercatino resta inutilizzato e senza prospettive concrete di recupero chissà per quanto altro tempo”. “Come Latina Bene Comune – concludono – presenteremo una nuova richiesta di accesso agli atti per acquisire la proposta progettuale e l’offerta di Eupaxx, i verbali della commissione, la comunicazione di recesso, le interlocuzioni con gli uffici, le eventuali contestazioni e la documentazione relativa alla fideiussione e alle valutazioni legali effettuate dal Comune. Vogliamo soprattutto verificare se l’amministrazione abbia quantificato il possibile pregiudizio patrimoniale derivante dalla mancata riqualificazione e se abbia valutato l’attivazione delle tutele contrattuali. È troppo comodo aggiudicarsi una procedura pubblica, presentare un progetto di riqualificazione, sottoscrivere un contratto ventennale e poi rinunciare all’operazione senza che il Comune chiarisca quali conseguenze derivino dagli impegni non realizzati. Il patrimonio comunale appartiene ai cittadini. L’amministrazione ha il dovere di tutelarlo, pretendendo il rispetto degli accordi e facendo valere i propri diritti, non soltanto incassando i canoni di locazione. Latina non può continuare a perdere occasioni di riqualificazione mentre le proprie strutture pubbliche restano abbandonate e inutilizzate”.