home Damiano Coletta La persona al centro. Sempre.

La persona al centro. Sempre.

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Partecipazione, welfare solidale, coprogettazione, erano parole sconosciute a Latina e invece ora fanno parte del linguaggio comune grazie alle scelte, le esperienze, i sistemi messi in atto che hanno permesso nel febbraio 2021 di ottenere per la nostra città il riconoscimento di “ambasciatrice della economia civile”.

L’esperienza dei patti di collaborazione. Un esempio di democrazia partecipativa.

Siamo tra i circa 200 comuni (su 8000 comuni) ad utilizzare questo strumento e ad aver approvato il regolamento per la gestione condivisa dei beni comuni.

È stato un lavoro lungo svolto nella prima consiliatura dalla ex assessora Cristina Leggio.Latina è stata vista come un modello per quanto riguarda l’applicazione dei patti di collaborazione, tanto che l’ex assessora Leggio è stata chiamata in più parti d’Italia per raccontare la nostra esperienza. Circa 30 patti tra semplici e complessi sono stati formalizzati. Altrettanti 30 erano in attesa.

La creazione delle 5 case di quartiere (ex Enal,Latina Scalo, Borgo Sabotino, Borgo Piave, l’ex scuola di via Milazzo, l’ex tipografia in via XVIII Dicembre) con il progetto Officine di Città.

Qualche patto non è andato bene evidentemente per una non ottimale applicazione del regolamento della gestione condivisa dei beni comuni o per una tardiva messa a punto dei meccanismi ma ciò rappresenta una mera eccezione e non la regola. Per quanto riguarda la gestione della struttura di borgo Sabotino era importante effettuare un lavoro sia politico che amministrativo e la soluzione sarebbe stata trovata.

Ma anche qui la lunga vacatio politica ha fatto sentire il suo peso.

Con i patti di collaborazione è stata aperta una strada importante di democrazia partecipativa.

Non più i centri sociali gestiti dai capataz del politico di turno ma luoghi aperti a tutti in co-gestione. Ci sono tanti esempi positivi. In questo caso rinnovo l’invito alla giunta di non disperdere il valore enorme di questo strumento.

In poche parole torniamo al ” primum non nocere”.

Valori come la partecipazione, il bene comune, la sostenibilità ambientale, il contrasto della disuguaglianza sociale possono essere praticati solo mettendo al centro la persona.

Sono valori che devono far parte del bagaglio culturale e politico e come il manzoniano coraggio, se non li hai non puoi praticarli in modo ibrido e raffazzonato.

E purtroppo i limiti di questa nuova Amministrazione emergono ogni volta che di questi valori si parla.

E ciò è davvero preoccupante considerando il crescente disagio sociale, la perdita del potere d’acquisto da parte delle famiglie, ulteriori nuove povertà che bisognerà fronteggiare con cura. Non con l’assistenzialismo fine a sé stesso ma attraverso la “presa in carico”.

Abbiamo affrontato il Covid e le sue conseguenze economiche cercando soluzioni nel pieno rispetto della dignità dei nostri concittadini, senza lasciare indietro nessuno. E ce l’abbiamo fatta.

E adesso per assecondare “la filiera di governo” siamo tornati al paternalistico spot di una card con un contributo economico distribuito sulla pubblica piazza.

E ci meravigliamo che metà dei beneficiari non si sono presentati a ritirarla?

È la seconda volta che andiamo sulla stampa nazionale per vicende definiamole “imbarazzanti”. E altre purtroppo ce ne saranno…

Le persone fragili si tutelano non solo nei loro problemi ma prima di ogni cosa nella loro dignità.