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CRIMINALITA’, L’AMMINISTRAZIONE ATTIVI GLI ANTICORPI PER CONTRASTARE LE INFILTRAZIONI

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Lbc: “L’inchiesta di Aprilia getta una luce inquietante anche sulla gestione dei chioschi di Latina”

“Quanto accaduto ad Aprilia, oltre a preoccupare per la presenza di un’associazione di tipo mafioso capace di infiltrarsi nella pubblica amministrazione e nelle scelte politiche, getta anche una nuova luce sulle commistioni criminali nella vicenda legata ai chioschi del lido di Latina, ben prima degli incendi che hanno distrutto due strutture poco prima delle ultime elezioni”.  A fronte di quanto emerge in questi giorni dalle carte dell’inchiesta di Aprilia, Lbc pone l’attenzione sulla responsabilità degli amministratori e sull’importanza di compiere alcune scelte precise che tutelino l’interesse pubblico.

“Quello che emerge dalle intercettazioni è inquietante e ci dà purtroppo la conferma di un radicamento di un sistema criminale che esiste anche a Latina – commenta l’ex sindaco Damiano Coletta – Sono stato tacciato in passato di dare una cattiva immagine della città quando ho denunciato certe situazioni sospette. Ma le scelte degli amministratori devono essere nette e chiare e devono essere da esempio. Il caso dei chioschi all’epoca fu una scelta precisa che decisi di fare andando anche contro chi mi chiamava paranoico, segnalando in questura alcune anomalie rispetto all’assegnazione della prima postazione. C’erano situazioni che sembravano opache e ora se ne trova conferma”. Per Damiano Coletta è dunque importante che anche l’amministrazione di Latina prenda atto del radicamento del sistema criminale che pervade anche il capoluogo e che metta in atto i giusti anticorpi: “La segnalazione di qualunque sospetto è un gesto fondamentale – commenta – perché sbarra la strada a qualunque tentativo di infiltrazione e chiarisce da subito da che parte sta un’amministrazione pubblica. Altrettanto importante è la costituzione di parte civile del Comune nei processi in cui esiste un danno alla comunità, dalla criminalità al caporalato. Ogni aspetto è importante e utile nella lotta ai fenomeni criminali. Su questi temi – aggiunge – continueremo ad essere vigili e non faremo sconti”.

“In questo contesto in cui appare sempre più urgente trovare validi ed efficaci sistemi di protezione contro i tentacoli della criminalità negli appalti, nella gestione della cosa pubblica, nell’economia e nella politica – dichiara anche la segretaria del movimento, Elettra Ortu La Barbera – il Comune di Latina decide invece di non rinnovare l’iscrizione ad Avviso Pubblico, associazione nata per riunire gli amministratori che si impegnano per promuovere la cultura della legalità attraverso la trasparenza e che rappresenta un utile strumento di controllo e di formazione. Nel 2019 l’allora vice sindaco Paola Briganti entrò nel direttivo a testimonianza del percorso di legalità e di contrasto alle mafie intrapreso dal Comune di Latina. Il motivo di questa decisione sembra apparentemente legato all’aumento del costo della quota, passata da 1.200 a 1.700 euro. Ma riteniamo, dato l’incremento irrisorio per un ente, che le ragioni siano invece politiche. Speriamo di essere smentiti. Il presidio Libera di Latina ha già chiesto spiegazioni in merito e anche noi come opposizione riteniamo che il Comune debba chiarire le ragioni di questa scelta, in un momento in cui è sempre più urgente e indifferibile partecipare alla lotta contro la criminalità con ogni strumento possibile. L’amministrazione deve fare la sua parte, deve dimostrare alla società civile che non è più tempo per girarsi dall’altra parte ma è arrivato il momento di alzare la testa e reagire, per non finire sulle cronache nazionali come sta accadendo in questo periodo”.