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LATINA CAPITALE DELLA CULTURA: “CI ASPETTAVAMO UN CONFRONTO MA SI CONTINUA NELL’ESCLUSIONE”

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“Abbiamo assistito oggi a una nuova presentazione da parte dell’amministrazione comunale sulla candidatura a Latina a Capitale della cultura, per titoli, temi ed esempi di progetti che verranno realizzati. Certo non è stata la presentazione del dossier come erroneamente era stato titolato dal Comune. Ci sono ottimi spunti di cui abbiamo preso atto, ma ci aspettavamo che la politica tutta mettesse finalmente sul tavolo la proposta e condividesse tutti gli aspetti di questo progetto, così da aprire un confronto, fatto eventualmente anche di critiche costruttive e di contributi magari preziosi. Tutto questo è invece, ancora una volta, mancato. Apprendiamo che i dossier restano rigorosamente secretati e lo saranno, come ci è stato riferito almeno fino al 15 dicembre”. E’ il commento del consigliere comunale e capogruppo di Lbc Dario Bellini sulla presentazione, avvenuta questa mattina da parte dell’architetta Daniela Cavallo, direttrice di marketing territoriale dell’agenzia incaricata di elaborare il progetto.“Vediamo dunque reiterare, da parte dell’amministrazione, un atteggiamento di chiusura verso le opposizioni, che continuano ad essere tagliate fuori da scelte che avrebbero dovuto invece contemplare la più ampia partecipazione possibile” continua Bellini, che aggiunge: “Noi tifiamo per la nostra città e proprio in questa ottica ci aspettavamo di poter essere propositivi, di poter collaborare. In questo contesto diventa invece complesso apportare contributi centrati sui temi o sollevare critiche mirate ma finalizzate a un obiettivo che è nell’interesse di tutti raggiungere. Sulle Ecovie per esempio, è possibile sfruttare il percorso già esistente della via Francigena che attualmente non è percorribile, che solo in piccola parte ricade sul territorio del nostro comune e che ha bisogno della coinvolgimento di altri territori, In tema di sostenibilità e di Agenda 2030 il nostro Comune è ancora fermo, occorre lavorare per il Paesc e con l’apporto delle opposizioni si sarebbe potuto lavorare in un’ottica inclusiva e per il bene di tutti. Alla volontà di escludere una parte politica dal confronto, dall’indirizzo e dal controllo, abbiamo risposto con una richiesta di accesso agli atti che riguarda l’intero progetto e anche il suo piano economico e finanziario. Quanto costa? Come si sviluppa? Come si sostiene? In quanto consiglieri dobbiamo saperlo per esercitare la nostra funzione e il nostro ruolo. Non c’è alcun obbligo di riservatezza, continuare a tenere i dossier secretati è una scelta precisa che questa amministrazione ha voluto fare, ma non può più valere per i consiglieri comunali”.